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La Storia 2018-02-23T10:48:39+00:00

La Storia del Coro Tre Pini

Alla fine degli anni Cinquanta Gianni Malatesta, staccandosi dal Coro del CAI di Padova (di cui era membro dal 1946 e istruttore dal 1950) decide di lanciare la sua sfida al manierismo trentino allora imperante nel campo della musica di ispirazione popolare, fondando nel 1958 il suo Coro Tre Pini.

In quegli anni le arie tradizionali e le canzoni di montagna sembrano ormai approdate ad una forma armonica canonizzata, fatalmente ancorate ad uno stile interpretativo ritenuto perfetto ed immodificabile. Su di esse Gianni Malatesta riversa la linfa di una proposta nuova, che nasce da una sensibilità artistica assolutamente originale. Le sue armonizzazioni sorprendono e conquistano il pubblico per la loro inedita e gioiosa freschezza. Egli propone un modo di cantare nuovo, basato su di un modulo vocale morbido e flessibile, finemente elaborato eppure immediato, adatto a creare effetti intensamente espressivi che trasformano le canzoni della tradizione rivestendole di inedite suggestioni.
Gli interpreti di questa rivoluzione sono i ragazzi del Coro Tre Pini, un gruppo di giovani che dal banchi del liceo stanno passando a quelli dell’università, ed assieme al loro entusiasmo portano in dote l’impunita, irriverente vivacità della famigerata goliardia padovana: un sigillo indelebile che ancora oggi costituisce un tratto fondamentale del sodalizio.

Sui palcoscenici dei più prestigiosi concorsi nazionali il Coro Tre Pini si guadagna il plauso della critica ed il favore convinto del pubblico. Dieci i primi premi conquistati sull’onda di una fama che cresce di concerto in concerto. Un successo che nel tempo consacra i ragazzi di Gianni Malatesta formazione guida nel panorama corale italiano, e fa del loro maestro e direttore un caposcuola di indiscussa autorità.

Alle affermazioni in Italia seguono negli anni i successi internazionali: dapprima in Europa, poi in Australia, negli USA ed in Canada, e più recentemente in America Latina. Le tournée all’estero spingono Gianni Malatesta ad ampliare l’originario repertorio di canti di montagna e a introdurre numerosi classici della produzione leggera italiana ed americana del Novecento: armonizzazioni a cinque voci che strappano gli applausi e la nostalgica commozione delle platee di mezzo mondo. Ad esse si aggiungono una quantità di adattamenti polifonici di brani di musica classica, sacra e profana.

Ma non si tratta di una conversione, di un ripudio del genere tradizionale: il cuore trepiniano continua a pulsare al ritmo degli splendidi canti della tradizione alpina e della montagna, che sempre vengono proposti durante i concerti; patrimonio antico ed irrinunciabile, che il Coro mantiene vitale e smagliante con entusiasmo e devozione. Né mai si interrompe l’attività di Gianni Malatesta nel campo della ricerca e della ricostruzione filologica di antichi brani popolari regionali italiani.

Quasi sessant’anni di vita corale, oltre mille concerti, una decina di raccolte discografiche. Dalla prima divisa con le braghe alla zuava e gli scarponi da roccia, perfetta per i canti di montagna, il Coro è passato, attraverso tenute meno vistose, all’attuale giacca e cravatta, più consona alle esigenze internazionali e alla parte più seria, rigorosa e d’autore, del repertorio. Gli studenti di un tempo sono diventati professionisti, imprenditori, dirigenti, insegnanti. Qualcuno fra i goliardi più scalmanati ha occupato una augusta cattedra universitaria. La vita e la professione hanno allontanato alcuni dalla città e dall’attività corale, le generazioni si sono succedute. Ma nuovi allievi, quasi sempre reclutati tra i giovani dell’Ateneo, nel corso degli anni sono accorsi a riempire i ranghi a malincuore lasciati dal più anziani.

Giunto alla soglia dei novant’anni, Gianni Malatesta, il patriarca della coralità italiana, ha lasciato gli oneri e gli onori della direzione corale al suo allievo Lorenzo Cortelazzo. Ma rimane il Maestro, nel senso più profondo che questa parola può assumere, più che mai proteso alla conquista di nuove suggestioni armoniche, “di un suono se possibile ancor più intensamente espressivo” ; fedele al motto della sua vita d’artista: “Sempre avanti”.

Marcello Ganzer

Dicono del Coro Tre Pini

“Edinburgh Evening News”, Edinburgh (Scotland, GB) – 27 Agosto 1962

      … Il Coro Tre Pini di Padova ha dato un’esecuzione perfetta, superlativamente controllata, mirabile per la disciplina espressiva nel suo insieme e per i deliziosi effetti che dimostrano la gioia del cantare assieme di questi giovani italiani. Questo è un modo di cantare da tenere a mente

M°Prof. LINO LIVIABELLA, Direttore del Conservatorio di Musica “G. B. Martini” di Bologna 7 Luglio 1964

      … vittoria [al concorso di Lecco, 1964 n.d.r.] che ritengo più che meritata per la passione e la competenza massimamente da Lei dimostrata nel condurre ad un’eccellente fusione e ad un rimarchevole spirito interpretativo la sua massa di coristi dotata di una sensibilità non comune e di quella particolare fraterna intesa tanto necessaria per portare nel piano artistico la propria passione e vocazione per la musica.

M° Prof. FELICE QUARANTA, Direttore del Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Torino, 28 Dicembre 1966

      … tutto il complesso, veramente “notevole” nelle sue interpretazioni, calibratissime, vibrate e tenute su di un livello difficilmente raggiungibile di equilibrio fonico.

M° Prof. WOLFANGO DALLA VECCHIA, Direttore del Conservatorio di Musica “F. Canneti” di Vicenza, 1970

      … le composizioni di Gianni Malatesta sono “corali” nella stesura, ma essenzialmente “liriche” nella sostanza, sia per l’immedesimazione pratica dell’autore nei testi prevalentemente sentimentali e popolari, sia per la forma di variazione con cui i temi vengono trattati.
Indubbiamente queste partiture dicono compiutamente il loro contenuto solo conoscendo il personalissimo modo con cui Gianni Malatesta fa cantare il suo coro: ricchissimo per varietà di registri ed effetti, perfetto nella fusione, raffinatissimo nell’esecuzione.

“Il Globo” , Melbourne (Victoria, AU) – 9 Ottobre 1978

      Il Coro Tre Pini, dopo aver dato un applauditissimo concerto all’Australian Italian Club, si è pure esibito nella Town Hall dando prova delle sue alte qualità, della sua eccellente preparazione e del suo scelto repertorio. La Tradizione Polifonica Italiana iniziata nei secoli XVI e XVII trova ancora una volta conferma della sua attualità e continuità in questo insieme di voci che pur seguendo disegni melodici diversi, si fondono infine con risultati che potrebbero, nella misura delle possibilità umane, essere definiti perfetti.

PAOLO MOLAJONI, Ambasciatore d’Italia in Australia , Canberra (AU) – 13 Novembre 1978

    Caro Maestro, a conclusione della tournée effettuata in Australia da parte del Coro da Lei diretto, desidero esprimerle il mio più vivo apprezzamento per la qualità delle interpretazioni del Coro Tre Pini e ringraziarla in particolar modo per aver portato in Australia quell’atmosfera di freschezza e calore che costituisce il meglio dello spirito e della tradizione del nostro popolo.
La partecipazione del Coro Tre Pini all’Italian Arts Festival è stato uno degli avvenimenti salienti della manifestazione ed ha notevolmente contribuito al suo successo. Nelle varie capitali la collettività si è raccolta attorno ai Suoi “ragazzi” con ammirazione e con affetto; essi hanno saputo suscitare in tutti noi orgoglio e profonda commozione, sentimenti che forse molti – specialmente coloro che da diversi anni vivono lontano dalla Patria – non avevano provato da lungo tempo.
Essa inoltre ha costituito l’occasione per far conoscere alla comunità australiana una delle più belle e sincere espressioni artistiche e che sinora era qui sconosciuta.

Il Console Generale d’Italia a Los Angeles, Los Angeles (California, U.S.A.) – 20 Ottobre 1983

    … Il livello artistico del Coro così come la bravura, la simpatia ed immediatezza comunicativa dei suoi “ragazzi”, sapientemente guidati dal Maestro Gianni Malatesta, hanno riscosso un vivo successo e non hanno mancato di lasciare un commosso ricordo in coloro che lo hanno ascoltato. Attraverso le loro canzoni hanno espresso certamente il meglio della ricca tradizione popolare della nostra gente e, al di là di ogni regionalismo, sono stati autentici portatori dei valori artistici e culturali del nostro Paese.

Prof. RONALD ISETTI, Saint Mary’s College Moraga (California, U.S.A.) – 7 Dicembre 1983

    … Io penso che il concerto sia stata la migliore esibizione mai data al Saint Mary’s College. Sono stato particolarmente colpito dalla purezza tonale e dall’estensione dinamica del complesso. Il concerto, sotto tutti gli aspetti, è stato il momento più alto delle celebrazioni della settimana italiana.

SUZIE GALLER, Performing Arts Coordinator del “Childern’s Museum” di Los Angeles, Los Angeles (California, U.S.A.) – 17 Luglio 1984

    … Il Coro Tre Pini ha rappresentato uno splendido momento del nostro International Children’s Festival. E’ stata una gioia avere nel Children’s Museum questi deliziosi rappresentanti dell’Italia che hanno offerto ai nostri visitatori un saggio raffinato della loro cultura tradizionale.

THOMAS HARMON, Direttore del Dipartimento di Musica dell’UCLA, Los Angeles (California, U.S.A.) – 26 Luglio 1984

    … il pubblico è stato manifestamente soddisfatto per la varietà, l’entusiasmo e la qualità dell’esecuzione. Gianni Malatesa e la città di Padova possono a piena ragione essere orgogliosi di questo raffinato complesso musicale; è stato per noi un vero piacere averli ospiti al Dipartimento di Musica dell’Università di California a Los Angeles.

PAOLA DESII, Vice Console a San Diego, San Diego (California, U.S.A.) – 6 Settembre 1984

    … La vostra ammirabile esecuzione di canti sacri durante la messa a bordo è stata un momento memorabile della visita del “Duilio”, che ha commosso i presenti tutti e che non sarà facilmente dimenticato né dai cadetti e ufficiali del “Duilio”, né dalle autorità e personalità presenti.

M° Prof. ANGELO BELLISARIO, titolare di Armonia e Contrappunto al Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano, su “Il Cittadino”, Monza – 30 Ottobre 1986

    … le esecuzioni del Coro Tre Pini, diretto con molta verve dal M° Gianni Malatesta, sono state autentiche rivelazioni in quanto dimostravano l’assimilazione totale del fatto musicale, sia per ciò che concerne l’elaborazione, sia per la sorprendente pratica esecutiva. E quando al livello di elaborazione interviene la profonda conoscenza della tecnica compositiva e in più il gusto personalissimo ed irripetibile, i risultati non possono che essere di una bellezza assoluta, che non trova confronti.

M° JUAN EMILIO MARTINI, Direttore del Teatro “Cristobal Colon” di Buenos Aires, Buenos Aires (AG) – 26 Luglio 1988

    … applaudivo un Coro di giovani cantanti: il Coro Tre Pini. Tutti molto bravi, affiatati e sicuri. Cantando sempre a memoria, senza particelle, rendendo facili anche i passaggi più difficili. La musica eseguita così sembra un divertimento, perché si dimenticano tutti i problemi della tecnica e la difficoltà dell’intonazione e dell’affiatamento. Finalmente un’altra sorpresa: un Maestro di primissimo ordine.

M° Prof. CLAUDIO SCIMONE, Direttore dell’Orchestra “I Solisti Veneti”, Direttore del Conservatorio di Musica di Padova, Padova – 15 Dicembre 1988

    … trovo che sono [il Coro Tre Pini – n.d.r.] una delle più grandi realtà musicali, nostre e del mondo, per la poesia, per la competenza: Gianni Malatesta sa la musica, la conosce profondamente, la realizza, ed è riuscito, in canzoni che sono popolari, a creare delle esecuzioni che hanno una identità perché la sua armonizzazione è personalissima come personalissimo è il fascino e la poesia delle esecuzioni straordinarie di questo Coro. … la (sua) straordinaria scienza dell’armonizzazione e contrappunto ci permette di definire Gianni Malatesta uno dei più grandi musicisti italiani viventi.

DORINO PEDRETTI, Critico musicale, su “L’Arena” di Verona, Verona – 15 Luglio 1991

    … sul palco è salito il Tre Pini di Padova per intessere quell’ineffabile strato armonico di “Oh montagne” [sigla d’introduzione al concerto – n.d.r]. Un vero saggio di quanto possa la pratica interpretativa di queste voci, modulate, plasmate e concertate da una mente creativa come quella di Gianni Malatesta. Né il ricambio degli elementi, né l’impressionante gamma di istanze tecniche del repertorio “personalizzato” dalle sue armonizzazioni, intaccano una coralità ripiena d’effetti, d’impervi sbalzi dinamici, di inusuali dissonanze, di glissandi, di flautati… Tanto per riportare alcuni lati di quel poliedrico eclettismo corale, ove il Tre Pini riversa agevolmente duttilità e impressionante estensione in ogni settore.

M°Prof. ERCOLE PARENZAN, Docente del Conservatorio di Musica di Padova, Critico musicale, su “Il Gazzettino” di Venezia, Venezia – 6 Gennaio 1993

      … il segreto, il miracolo del M° Malatesta è fondamentalmente in un rinnovarsi, necessario e fatale delle sue file, in questo suo perpetuare integralmente un modulo che nel tempo si ripropone, ma anche si trasforma e si rinnova sotto il suo gesto che promana quella forza magica, magnetica, accesa dall’imperscrutabile fuoco creativo e rigenerante dell’Arte.

M°Prof. GIORGIO VACCHI, Direttore del “Coro Stelutis” di Bologna, Bologna – 3 Marzo 1994

      … voglio che rimanga l’accento su quello che, a mio avviso, è stato il maggior apporto che Gianni Malatesta ha dato all’evoluzione della coralità italiana: quella sua ricerca di un suono sempre più intensamente espressivo cui ha dedicato la sua vita d’artista e che ha già raggiunto livelli elevatissimi. Ma credete che Gianni sia del tutto soddisfatto? Io ci giurerei che ancora qualche idea, per migliorare ancora quel “suo” suono, ce l’ha: a noi basta aspettare!

Prof. ROBERTO GIACONE, Direttore della “Maison d’Italie”,  Cité Internationale Universitaire de Paris Paris (F), – 27 Ottobre 1994

    … l’eco del bellissimo concerto di sabato 27 Ottobre, offerto alla Città Universitaria di fronte ad un pubblico di almeno 15 nazionalità che gremiva la sala, non si è ancora spenta. I giudizi sono stati unanimi e tutti oltremodo elogiativi.
… Dunque un grazie infinito all’impareggiabile Maestro Malatesta per il saggio e la bravura che ha fornito anche nell’armonizzazione dei brani.

M° Prof. JEAN PIERRE REGINAL, Docente del Conservatoire de Musique de Paris, Paris (F)- 29 Ottobre 1994

    … desidero esternarLe la grande gioia che Lei mi ha trasmesso, in occasione dei due concerti di Parigi. Il primo a Notre Dame, il secondo presso la Maison d’Italie della Città Universitaria. Nella maniera di comporre le parti vocali si nota una grande professionalità, così nel dirigere sulla scena. Con il di più riferito alla musicalità, alla passione, alla varietà degli stili, da cui si rimane sempre conquistati… Spero di potervi applaudire ancora e di leggere sul viso di tutti i Suoi interpreti la grande gioia che essi manifestano nel cantare.

IVANO PILLI, Critico musicale, su “Corriere di Garfagnana” Lucca – 9 Ottobre 1996

      … poi il Coro Tre Pini. Un coro dalle potenzialità vocali immense. La loro, una esibizione di grande levatura. Impeccabile, ad altissimo livello, sempre. Questo coro ha chiuso la serata avendola tenuta per metà del suo svolgimento. Una girandola di emozioni che il Maestro Malatesta sa creare con quelle voci che lo seguono come apostoli. La forza, la soavità, il ritmo, la fusione, quasi il “silenzio cantato”, la totale concentrazione, il piacere di cantare, la perfezione: tecnica ed arte del Tre Pini di Gianni Malatesta.

Ambasciata d’Italia a Caracas, Venezuela Caracas (VEN) – 1998

    Il Coro Tre Pini di Padova diretto dal M° Gianni Malatesta ha eseguito due concerti presso la sala Josè Felix Ribas del Teatro Nazionale Teresa Carreño di Caracas nei giorni 25 e 26 luglio. Le magistrali esecuzioni del Coro hanno meritato gli entusiastici applausi del pubblico presente.

M° GUIDO MOZZATO, Docente nei Conservatori di Musica di Venezia e Bologna, primo violino in orchestre dirette da Claudio Abbado, Herbert von Karajan, Wilhelm Furtwängler e altri, Padova – 15 Aprile 2000

    … E` stupefacente il risultato che il M° Gianni Malatesta ottiene dirigendo il suo Coro Tre Pini… il cui ascolto mi ha interessato per la musicalità, per l’intonazione, prerogative che fanno di questo coro un insieme di classe internazionale.

“L’Ancora”, Acqui Terme (AL) – 9 Settembre 2001

    Un coro entusiasmante… Le ricerche timbriche, le scelte singolari che traspaiono dal repertorio sono tutti indizi di questa favolosa macchina musicale… Le sue voci eccezionali reggono il confronto con gli archetipi fissati dalle orchestre più rinomate.

“Il Gazzettino” di Venezia, Venezia – 17 Dicembre 2001

    Il momento più intenso è stato quello in cui [presso la Sala dei Cararresi della Fiera di Padova – n.d.r.] il Coro Tre Pini ha intonato l’inno nazionale, che il vastissimo pubblico ha seguito in piedi in un silenzio carico di emozione.

M° FRANCESCO LOVISOTTO, Diplomato in Composizione al Conservatorio di Musica di Padova, e in Musica corale e direzione di coro al Conservatorio di Musica di Venezia, S. Stino di Livenza (VE) – 14 Dicembre 2002

      Il Coro Tre Pini di Padova ha dimostrato che voci diverse… armonizzate da un maestro (grande) hanno creato una realtà impensata e impensabile; un’ora di godimento della bellezza, splendore del vero, di alto valore artistico e poetico.

JONATHAN RATHBONE, Compositore, già membro e direttore artistico del celebre gruppo vocale inglese “Swingle Singers”, direttore del “London Forest Choir”, London (England, GB) – 23 Luglio 2004

      Ho avuto il piacere di ascoltare dal vivo il Coro Tre Pini in un concerto tenuto alla Sala dei Giganti di Padova. Sono rimasto molto impressionato dal loro vocalità, e in modo particolare dalla loro coesione. La sonorità del coro è assolutamente meravigliosa – perfettamente miscelata. Ma oltre a ciò, il coro canta benissimo insieme – mai una nota od una voce fuori posto. Il gruppo ha avuto a lungo lo stesso direttore (Gianni Malatesta), e questo, davvero, si vede. Le armonizzazioni per il coro sono realizzate con grande sapienza. Il Maestro Gianni Malatesta conosce davvero il suo mestiere, e con lui alla direzione e alla conduzione del coro, ogni arrangiamento prende vita. Ognuno dei brani è risultato stupendamente scolpito, ed è stato una gioia assoluta per l’ascolto. Abbiamo avuto anche il piacere di ascoltare il Coro Tre Pini al termine della cena comune. Anche in questa atmosfera rilassata lo standard musicale è rimasto altissimo.
Non vedo l’ora di riascoltarli in futuro.

PAOLO BON, Etnomusicologo, già direttore del Gruppo Nuovocorale Cesen – “Choraliter” n. 37, Gennaio-Aprile 2012

   Nei primi anni ’60 Gianni Malatesta cominciò a sperimentare col suo Coro Tre Pini di Padova. Quel coro fu un’autentica fucina della vocal-coralità. Il timbro veniva (e a tutt’oggi viene) trattato come materia plastica, in vista della massima differenziazione fra i registri acuti limpidi e argentini, e i gravi caldi, profondi e ricchi di armonici, sì da far suonare il coro come un’orchestra; le tessiture vengono dilatate all’inverosimile, spingendo i tenori al mi e al fa sopra il rigo e i bassi (a volte usati come contabbassi, col raddoppio di ottava) fino al si-sib sotto il rigo; esasperata la ricerca della pulizia, della leggibilità degli accordi.
Sul piano tecnico il Coro Tre Pini è rimasto un modello ineguagliato. Le elaborazioni sono tutte del suo maestro e mi piace ricordarne una che per la sua semplicità, ma soprattutto per la sua profondità esercitò una grande influenza su di me: Les plaisirs sont doux, dove l’armonia rende al carattere modale del melos quell’onore e quel rispetto che decine di altri musicisti non gli hanno saputo rendere. Ma in molte altre elaborazioni il Maestro Gianni supera la stroficità della melodia costruendo vere e proprie composizioni, strutturate e complesse e ricche di intuizioni.

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